La discesa in campo

scritto da fabio b
Scritto Ieri • Pubblicato 12 ore fa • Revisionato 12 ore fa
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Autore del testo fabio b
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Con la pubblicazione della cinquecentesima sputtanata, informo che dopo l'attività politica politica extraparlamentare, entreremo 'nto culo della politica dalla porta principale precedentemente citata , col movimento 'patito du Pilu" vota in tu C.
- Nota dell'autore fabio b

Testo: La discesa in campo
di fabio b

Egalitè! Fraternité! Libertè vigilé!
Cari italiani e care, troppo care, italiane, questa sera, staseralmente, voglio fare un discorso alla nazione:
il discorso di inizio anno.
Da più parti mi è stato spessatamente chiesto: “come mai vuoi fare un discorso alla nazione?”. Ho risposto appuntamente: “fatti i cazzi toi!”. Io comincerei subitamente a festeggiare ma purtroppamente però non manca la polemica del giorno festivo.
La bestia De Santis, che gli ricordo al comma 24, della legge 37, del decreto ingiuntivo Luglio 1987:
“io non ti sputo se no ti profumo”.
Questo burattino senza pilu ha avvelenato l’aria del nostro temperato e sereno clima politico dicendo in giro che un chilometro di autostrada della Salerno-Reggio Calabria costerebbe 20 milioni di euro… e che ci vogliono 30 anni per costruirlo… e cicik e cicik…ciao … si ciao…De Santis.
Ascoltami bene De Santis, 20 milioni per un chilometro di autostrada e trent’anni di lavori…
Perché non pensiamo ai vantaggi di queste cifre?! Con un chilometro di autostrada io garantisco lavoro ad un operaio dai 18 ai 65 anni. Dalla prima comunione alla pensione.
Vi pare poco?
Ci sono manovali che in trent’anni non si sono mossi più di 500 metri. Ci si ambienta, ci si conosce, si fanno amicizie.
Sono nate anche delle comunità.
C’è chi si è fatta una casetta a fianco dell’autostrada. Non come al nord, dove ogni settimana finisci i lavori e devi cambiare cantiere. De Santis, questa è politica dell’occupazione.
Questa è politica moderna. De Santis, con rispetto e stima: fatti i cazzi toi! Ma il nostro pensiero, in questa serata di inizio d’anno, non può non andare ai giovani. Giovani che ricordo sempremente sono un problema e non una risorsa.
Cari italiani e postdatatamente care italiane, Io mi vanto di aver educato mio figlio Melo con le più moderne tecniche pedagogiche ed educative.
Però io ho sempre pensato che un buon rapporto tra padre e figlio non può basarsi esclusivamente su schiaffi o sputi,
ma servono puramente legnate e caciazze ‘nto culu.
E poi basta con questa ricchionata del dialogo. Ora dialoghiamo… E ti dico questo e ti dico quello…Io parlo, tu rispondi…
Nto culu o dialogo! Nto culu! Infattamente mi ricordo anche che ogni volta che cadendo Melo si faceva male io lo riempivo di mazzate, un po’ per consolarlo, un po’ per fargli capire che cadere è da stronzi.
Qualunquemente glielo ho spiegato a Melo: se ti do uno schiaffo è per il tuo bene. Se non capisci il motivo la colpa è tua che sei scemo. Quindi quando ti riempio di mazzate ringraziami, se no ti picchio.
A Melo ho dato frequentemente, volenterosamente e spregiudicatamente lezioni di guida, ma solo quando ha compiuto gli undici anni. A dodici l’ho portato al poligono a sparare.
A tredici anni a puttane. Insomma una educazione attenta e accurata, ma ogni cosa a suo tempo.
Poi ho continuato con i soliti rudimenti di educazione civica. Il codice della strada.
“Melo, va bene il motorino, ma non mettere mai il casco, potrebbero pensare che sei timido. Ti devi fare rispettare.
Si comincia dando la precedenza ad un incrocio e finisce che ti prendono pe’ ricchiuni! Non guidare mai contromano se hai bevuto. L’unico sport è la caccia. Gli altri sono sport omosessuali!”
Peromente, cari italiani e posteriormente care italiane, è tempo di dialogo!
Sono convinto che mai come in questo momento serva un dibattito franco e onesto, dai toni mai accesi e nel quale si riconosca all’avversario anche i meriti e le capacità.
Un confronto che abbia come punto di riferimento, come orizzonte morale direi, il bene primario: quello dei cittadini.
La storia mi chiama e io rispondo: presente. Innanzituttamente: basta con lo scontro. Basta con la lotta all’avversario.
Il paese ha bisogno di una fase nuova, di pacificazione tra gli opposti. Intalsensamente ho già pronti i nuovi slogan.
Basta con la lotta tra maggioranza e opposizione. basta con la lotta tra laici e cattolici.
Basta con la lotta all’evasione fiscale.
Basta con la lotta alla povertà. Basta con la lotta alla criminalità. quando dico basta è basta!
Siamo in una fase nuova. Non serve la lotta ma il dialogo.
E non solo tra forze politiche. Serve il dialogo anchemente tra istituzioni e cittadini, tra amministrati e amministratori,
tra rapiti e rapitori, tra truffati e truffatori, tra ‘ndrangheta e camorra, tra assassini e assassinati…
Tra cornuti e figghji i buttana: dialogo!
La parola d’ordine è dialogo!

Concludu elargendovi i punti essenzialmente cari del programma del mio movimento "Patito d'u Pilu"
Cari amici elettori, e sdraiabilmente amiche elettrici, mi è stato chiesto, se vengo eletto, cosa intendo fare per i poveri e i bisognosi:
'na beata minchia! È ora di finirla: 'sta cosa dei bisognosi è una mania! Poi sono bisognoso anche io di voti, affettivamente mi servono più dell'ossigeno: qui siamo in guerra, e io non faccio prigionieri. Tu mi voti, ti trovo un lavoro e ti sistemo.
Tu non mi voti, 'n tu culu a te e tutta 'a famigghia! Applauso! Io amo lo scontro, e soprattutamente non amo i pacifisti, nella persona di De Santis, il nostro Giovanni De Santis della lista civica.
De Santis: io non ti sputo che ti profumo, io non ti piscio che ti lavo, io non ti cago che ti inciprio!
De Santis, tu ti sei fissato che i problemi del Meridione sono il lavoro, lo sviluppo economico,
la valorizzazione delle risorse naturali... Ma chiù natura d'u pilu, che c'è?
Qui da noi non serve lavoro, che se uno sa firmare due assegni a vuoto, di fame non muore.
Qui non servono strutture scolastiche od ospedali efficienti. Qui serve 'u pilu.
Scusabilmente scusatemi. Mi sono fatto prendere la mano. Dovevo dire quelle quattro puttanate. Adesso va di moda fare i buoni, tanto la gente crede a tutte le cazzate che gli dici.
Insommamente, infinemente e concludibilmente, il 2025 è stato un anno di luci ed ombre.
Per cui, contando in un rilancio nel 2026 , sintetizzo: ‘nto culu al 2025!
E già che ci siamo, ‘nto culu anche al 2027!
La discesa in campo testo di fabio b
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